di Ruggieri Alessandro (3°F)
Il satellite Uars (Upper Atmosphere Research
Satellite) è stato in orbita per 20 anni, studiando la fascia di
ozono che protegge il Pianeta dai raggi ultravioletti, poi quando ha
terminato la sua missione ha perso quota.
La Nasa ha dichiarato che, del satellite americano,
circa 26 pezzi, dal peso variabile tra 600
grammi a 158 chili, sarebbero precipitati sulla Terra prendendo di
mira una vasta zona compresa tra l’Africa,
l’Australia, il Canada e l’Italia del Nord.
La
caduta era prevista dalla Nasa fra la 05:45 e le 06:45 (ora italiana)
di sabato 24 Settembre, ma non
è stato possibile predisporre un’evacuazione della popolazione
nelle zone a rischio, perché la certezza su dove sarebbero caduti i
frammenti si sarebbe avuta soltanto 40-60 minuti prima dell’impatto
al suolo.
Questa mattina la Nasa ha
dichiarato che il satellite americano, entrando nella nostra
atmosfera, aveva subito un rallentamento ed un cambio di traiettoria,
finendo fra le 05:23 e le
07:09 (ora italiana) su un’area compresa fra Canada,
Africa e una vasta zona del Pacifico.
Le nostre regioni, che
sino a ieri erano nell’occhio del ciclone, sono state risparmiate
dall’impatto. Se pensiamo che la protezione Civile aveva dichiarato
che pezzi di metallo come
proiettili avrebbero potuto sfondare i tetti delle case ed emettere
gas tossici, possiamo considerare che, almeno una volta, l’Italia è
stata fortunata.
Riflettiamo su quello che
potrebbe accadere se invece di alcuni frammenti, precipitasse un
asteroide come quelli che vediamo nei film. Cosa ne sarebbe del
nostro pianeta?
