di Melissa Giorgio e Nicola Paciolla IV B

1° Maggio, festa dei lavoratori.

Quest’anno, il nostro liceo, rappresentato da undici studenti, ha partecipato, con sette elaborati, ad una manifestazione, voluta dalla CGIL, per celebrare e discutere attivamente sul tema del lavoro. I temi hanno riguardato soprattutto aspetti legati al rapporto tra i giovani e il mondo del lavoro. Temi assolutamente attuali, che hanno alimentato il dibattito che ne è seguito fra noi studenti e i maggiori esponenti della politica cassanese e della CGIL locale. La discussione, sviluppata su temi analizzati a prescindere dalle proprie opinioni politiche, è stata incentrata su ciò che ci attende al termine dei nostri studi e le differenze fra questa realtà effettiva e quella programmata purtroppo invano dalla nostra Costituzione. Il mondo lì fuori è una selva oscura, un luogo inospitale e ostile a noi che cerchiamo di costruirci un avvenire.

Ciò che è venuto fuori da questo incontro, è una generale necessità di avere delle certezze. Noi ragazzi del ventunesimo secolo, abbiamo bisogno di punti fermi, ma non siamo circondati che da problemi, disoccupati, morti bianche, tagli alla cultura, all’istruzione, alla ricerca, politici danzanti e canta-frottole, super-inflazione, derisione da parte dell’Europa e disumanità.

Non solo vogliamo, ma dobbiamo dare una scossa ad un sistema simile che ci impedisce l’autorealizzazione, che negandoci ogni principio costituzionale e umano ci nega il sacrosanto diritto a seguire la nostra anima per poter contemporaneamente avere un futuro, avere un futuro felice e rendere al meglio per contribuire il più possibile <<..al progresso materiale o spirituale della società>> (Art.4, Comma 2, Costituzione italiana).

È per questo che venerdì 6 Maggio si è scioperato. Ed è per questo che anche in futuro ci si batterà ancora finchè i nostri diritti non saranno rispettati.

<<Per tutti i ragazzi e le ragazze

Che difendono un libro, un libro vero

Così belli a gridare nelle piazze

Perché stanno uccidendoci il pensiero.>>

Roberto Vecchioni, “Chiamami Ancora Amore”